PROBLEMI DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ - ADHD

Giovanni è un bambino che frequenta da qualche tempo lo studio Vibra perché la maestra ha detto ai genitori di indagare il suo comportamento: spesso a scuola mentre lei detta, lui scrive qualche parola, poi corre alla finestra perché ha sentito un aereo, dà un morso alla focaccia perchè avverte un crampo di fame e contemporaneamente si gira verso il compagno per capire che cosa faccia quello strano rumore.


Sembra che Giovanni non riesca a mettere la giusta attenzione nelle cose.


In realtà la sua è un’attenzione portata all’eccesso, ma mal gestita, perchè Giovanni è un bambino attentissimo, ma a tante cose contemporaneamente.


La stessa prospettiva la possiamo utilizzare sul bambino iperattivo: a dispetto delle apparenze non si tratta di un eccesso di energia, ma ancora di scarso controllo. L’energia non è opportunamente canalizzata e viene dispersa attraverso il corpo e la mente.


Il risultato di questa perdita di energia è che il bambino si stanca facilmente e mostra deficit di attenzione e problemi comportamentali.


Al suo cervello arrivano tantissimi stimoli, sia dal mondo che lo circonda che dall’interno del suo corpo e ognuno con la stessa importanza e lui cerca di rispondere a tutti nello stesso momento.


Ti invito a fare questa esperienza: immagina di essere su una barca in mezzo al mare mosso e di dover scattare una fotografia al paesaggio intorno.


Con quale probabilità otterresti un’immagine che sia a fuoco?


Prova a guardare questo video:

I bambini con ADHD vivono come se fossero su barche in mezzo a un mare mosso…

Come dice lo psicologo Paul Madaule prima preoccupiamoci di farli scendere dalla barca, poi vediamo cosa rimane dei loro problemi di apprendimento!


Come aiutare Giovanni ad imparare a selezionare tra i cento stimoli che colpiscono il suo cervello quello più importante in quel momento? Come aiutare Giovanni e i bambini come lui a scendere dalla barca?


La prima considerazione necessaria è che i problemi dei bambini come Giovanni non hanno nulla a che fare con le capacità intellettuali, ma sono segnali che se non adeguatamente trattati possono trasformarsi in veri e propri disturbi che porteranno sicuramente a difficoltà scolastiche per l’attenzione incostante e la concentrazione labile.


Buchi, lacune che verso i 13-14 anni saranno ormai incolmabili, anche perché l’odio nel frattempo coltivato verso i libri e lo studio non potrà più facilmente esser messo in discussione.


La seconda considerazione irrinunciabile è che la capacità di mantenere l’attenzione coincide con la capacità di ascoltare bene per un lungo periodo di tempo e potete immaginare quanto questa competenza sia importante durante le lunghe ore di lavoro in classe.


Per aiutare i bambini a massimizzare il loro tempo di attenzione tanto a scuola quanto nella vita, bisogna aiutarli a massimizzare il loro ascolto.

Possiamo ottenere questo traguardo mantenendo acceso il loro desiderio di imparare e fornendo loro tanta stimolazione neurosensoriale.

Lo stesso dr. Norman Doidge, autore di “Le Guarigioni del cervello” sostiene che l’Audiopsicofonologia sia uno dei pochi sistemi terapeutici non farmacologici utile in caso di ADHD, perché interviene sull’organizzazione dei circuiti sottocorticali compromessi da questo disturbo.

In cosa consiste la stimolazione neurosensoriale?

La stimolazione neurosensoriale consiste nel far lavorare i muscoli dell’orecchio al fine di correggere le distorsioni della postura d’ascolto. Questa stimolazione viene ottenuta con l’aiuto di musica che passa attraverso un apparecchio elettronico chiamato orecchio elettronico, che filtra le frequenze in modo tale che le orecchie si trovino alternativamente in una condizione di “riposo” o di “lavoro”.

 

È una vera ginnastica per l’orecchio che si mette all’opera e che dunque impara ad ascoltare.

 

I supporti sonori utilizzati sono la musica di Mozart e i canti gregoriani scelti per il loro effetto dinamizzante e rilassante.

 

Nel corso del trattamento può essere utilizzata anche la registrazione della voce materna.

 

La programmazione delle sedute è personalizzata e continuamente monitorata.

 

L’orecchio elettronico stimola l’orecchio e il cervello a ripristinare un ambiente favorevole all’ascolto: fa emergere la motivazione all’apprendimento, corregge l’espressione orale, migliora la capacità di trovare le parole giuste, il controllo della prosodia e l’intonazione. Interviene sulla postura, sul livello di energia vitale, migliorando le performances di memoria e logica. Il rapporto con se stessi e gli altri ne risulta inevitabilmente arricchito.

 

Traumi e paure primitive fissate in alcune aree cerebrali possono bloccare la capacità di ascolto originale, ostacolando risorse e uno sviluppo armonico ed equilibrato della personalità.

 

Con le sedute di ascolto è possibile bypassare le zone compromesse facendo arrivare alla coscienza suoni carichi di energia ma emotivamente neutri, che ripristinano la capacità di ascolto rimettendo in moto le potenzialità di recupero della persona.

La psicoterapia, rivolta ad individui, gruppi, coppie, è un percorso di conoscenza e consapevolezza del tuo sé all’interno del quale le tue risorse, credenze limitanti, potenzialità, traumi e modalità di risposta disfunzionali vengono accolti, visti ed elaborati insieme al terapeuta.

La psicoterapia prevede un profondo intervento di cambiamento e ristrutturazione di te stesso, volto al superamento della sofferenza psichica, alla scomparsa dei sintomi invalidanti, al miglioramento della tua capacità di abitare te stesso e la tua vita, mediante scelte libere dai condizionamenti dettati dall’inconsapevolezza.

L’obiettivo è favorire la tua progressione verso la piena espressione delle tue potenzialità, abbandonando la rigidità per sostituirla con la flessibilità, nella direzione di una vita più dinamica ed autonoma.

Il mio modello di riferimento è quello dell’Approccio Centrato sulla Persona di Carl Rogers, all’interno del quale i tuoi schemi e le tue idee su quello che sarebbe per te il modo migliore di agire vengono posti al centro. Con fiducia e senza alcun giudizio, il mio studio diventa uno spazio sicuro in cui poter esprimere le tue esperienze, sentimenti, punti di vista e imparare a vederti e ascoltarti in modo sempre più attivo e oggettivo.

Non è facile prevedere la durata di un percorso di psicoterapia in quanto le variabili in gioco sono molteplici: precedenti esperienze di terapia del cliente, le eventuali resistenze inconsce al cambiamento, la gravità e precocità del trauma subito, le attuali condizioni di vita e l’eventuale sostegno familiare, le aspettative, gli obiettivi che il cliente considera soddisfacenti etc.

Quel che è certo è che solitamente non si tratta di un intervento di breve durata, in cui a fare la differenza, anche in termini temporali, è la tua partecipazione, ingaggio e consapevolezza di star compiendo uno dei viaggi più incredibili della tua vita.
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